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Continua la collaborazione con la rubrica Figli al centro del blog Genitorialmente. Questo mese parliamo di cosa succede in famiglia quando un figlio risponde male ai genitori, come sempre lo facciamo a partire dalle domande dei genitori, che trovate in questo post.

 

 

RECIPROCITÀ NELLE RELAZIONI

Come psicoterapeute familiari abbiamo la fortuna di poter lavorare sia con i figli che con i genitori, e dal nostro osservatorio privilegiato abbiamo la possibilità di vedere, ogni giorno, come le modalità comunicative e relazionali in famiglia si costruiscano giorno dopo giorno e che siano entrambe le parti a costruirle, non solo i figli.

LA PAROLA AI RAGAZZI

Possiamo dire con certezza che quando i figli feriscono, anche se lo fanno con la precisione di un cecchino, non lo fanno mai con l’obiettivo esplicito di fare del male. Una delle frasi più frequenti che i ragazzi ci dicono è:

È vero che noi a volte alziamo la voce, gridiamo pure e magari diciamo cose che li mandano in bestia, ma questo non vuol dire che pensiamo davvero ciò che diciamo. Non devono prenderci troppo sul serio quando diciamo quelle cose.

E ancora

Anche loro spesso esagerano, ci urlano addosso di tutto, appena torniamo a  casa da scuola ci sentiamo il fiato sul collo “Riordina la stanza”, “Hai lasciato un casino” “Ma quando cresci?”, “È mai possibile che in questa casa non ci sia mai un aiuto?”, “Pensi che le tue scarpe si mettano a posto da sole?”, “Ma che schifo di musica stai ascoltando?”

 

A loro farebbe piacere sentirsi sempre sotto giudizio così come succede a noi?

 

Se gli rispondiamo male non ce l’abbiamo per forza con loro, a volte siamo solo troppo stanchi, o preoccupati per qualcos’altro e magari abbiamo bisogno di parlarne con gli amici.

Abbiamo voluto dare prima di tutto voce al pensiero dei ragazzi perché ci teniamo a sottolineare che in una famiglia le modalità relazionali si costruiscono assieme, nel tempo e che a crescere non sono solo i figli, ma anche i genitori.

NON CI SONO SOLUZIONI IMMEDIATE

Quando si ha a che fare con gli adolescenti non esistono soluzioni immediate, ci vogliono tempo e costanza e, come abbiamo già detto più volte, i genitori devono perdere l’illusione di poter proteggere i propri figli da ogni potenziale situazione di pericolo.

Ci vuole poi anche fiducia, la fiducia nella possibilità di creare un clima familiare nel quale i ragazzi possano sentirsi liberi di esprimere se stessi e i propri sentimenti. Se si riesce a fare questo, i ragazzi potranno pure dare delle rispostacce e combinare qualche guaio, ma sapranno che ci sarà sempre una base sicura alla quale tornare e impareranno ad ascoltare ciò che i genitori hanno da dire, ciò che provano e anche a rispettare le regole e i limiti, per il semplice motivo che avranno interiorizzato i valori familiari fondamentali.

METTIAMOCI ALLA PROVA

Facciamo una prova per vedere cosa succede in molte famiglie quando un ADOLESCENTE dice qualcosa che ai genitori non piace, magari in modo colorito:

Uff che palle la scuola! Non serve a niente se non a farmi perdere tempo!

Ora proviamo a immaginare le risposte dei GENITORI:

ma cosa dici? La scuola è fondamentale per il tuo futuro

 

quando dici così dimostri tutta la tua immaturità

 

adesso ti sembra inutile, ma un domani capirai il valore della scuola

 

eh si certo, così potresti passare più tempo con i tuoi amici a non far nulla

 

che delusione quando dici così

 

come avrei voluto avere io tutte le opportunità che tu hai oggi …

 

Potremmo proseguire all’infinito in modi più o meno coloriti anche dall’altra sponda.

Vi siete riconosciuti in qualcuna di queste risposte?

Tutte queste risposte hanno una cosa in comune: non servono a nulla se non a indisporre i ragazzi e allontanarli dai genitori, che vengono sentiti freddi, distanti e giudicanti.

Cambia poco se a cambiare è il tema:

Io stasera voglio uscire ed esco anche senza il tuo permesso!

Immaginiamo le risposte dei GENITORI:

Provaci e vedrai quello che ti succede

Tu stasera non vai proprio da nessuna parte!

Sei piccolo hai tutta la vita per uscire

Sei sempre lì a mancare di rispetto!

È possibile che non impari mai che per ogni cosa c’è un tempo?

anche qui potremmo continuare all’infinito e anche qui senza risultati positivi.

Proviamo a pensare a come possa sentirsi un ragazzo che riceve questo tipo di risposte.

Sono stati negati i suoi sentimenti, è stato ridicolizzato il suo modo di pensare, le sue opinioni sono state criticate e gli sono stati dati dei consigli preconfezionati e non richiesti.

Anche se con tutte le migliori intenzioni, la logica adulta sovrasta quella dei ragazzi, senza la possibilità di dare loro ascolto provando a capire cosa loro sentono, oltre quello che dicono le loro parole.

I genitori ci tengono a mostrare ai figli la giusta strada da seguire, a provare a non farli sbagliare per non vederli infelici, ma questo non serve. I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati in modo da sentirsi accolti, accettati e capiti. È anche accettando l’infelicità dei figli che gli si può rendere più agevole il superarla.

I genitori spesso pensano di dover sistemare le cose che riguardano i loro figli, mentre la sfida più grande, la rivoluzione copernicana è cambiare il modo di pensare e passare da “Come posso sistemare le cose” a “Come posso aiutare mio figlio a sistemare le cose da solo?”.

Per poterlo fare bisogna imparare ad ascoltare e parlare con loro in maniera differente, dandosi il tempo di allenarsi a farlo.

È dunque fondamentale fare capire ai propri figli  che si ha il desiderio e la disponibilità di ascoltarli. Questo getterà delle buone basi, anche se non da garanzie di successo immediato. I ragazzi potrebbero accusare i genitori di non capirli o magari di non essere al passo con i tempi, ma  poi si vedranno i risultati. I ragazzi hanno piacere a sapere cosa pensano i loro genitori, anche se a volte dicono esattamente il contrario.

Bisogna avere fiducia e allenarsi con costanza per arrivare a commettere sempre meno errori.

LE COSE DA NON FARE

Ma quali sono le cose da NON fare?

Nel libro Come parlare perché i ragazzi ti ascoltino e come ascoltare perché ti parlino, le autrici Adele Faber e Elaine Mazlish ne fanno un elenco chiaro dal quale traiamo ispirazione:

-          RIMPROVERARE E ACCUSARE

Ecco vedi sei sempre il solito lo hai fatto di nuovo! Ma ti rendi conto di cosa sarebbe potuto succedere?

Risposte probabili:

Ma mi sono solo distratto un attimo

E vabbè hai ragione tu ma adesso stai zitto…

-          INSULTARE

Non posso credere che tu abbia di nuovo dimenticato di chiudere a chiave la porta, ma ci sei o ci fai? A volte sei talmente irresponsabile da sembrare proprio stupido

Risposte probabili:

meno male che ci sei tu che sai sempre tutto

si si ok, sono stupido, ciao!

-          MINACCIARE

Se non recuperi le insufficienze entro due settimane puoi scordarti la gita di classe

Risposte probabili:

Ti odio

Sei sempre la stessa/o

Non capisci nulla come sempre

-          ORDINARE

Adesso spegni quel telefono e ti metti subito a fare i compiti!

Risposte probabili:

E piantala di seccarmi!

I compiti li faccio dopo

Ora non ho voglia, mollami!

-          FARE PREDICHE/MORALISMI

A tavola devi sederti composto, è un segno di buona educazione!

Risposte probabili:

Mamma che palle, siamo nel 2017!

Eh basta e lasciami vivere!

-          AVVERTIRE

Come tuo genitore ho il dovere di metterti in guardia dalle persone che stai frequentando, se continui così finirai nei guai

Risposte probabili:

Ma tu che cosa ne sai dei miei amici?

Non permetterti di parlare male di loro

Ma per chi mi hai preso? Io so quel che faccio

-          FARE IL MARTIRE

Tu non ti rendi conto di tutti i sacrifici che ogni giorno facciamo per te

Risposte probabili:

Ahah, ancora?

Vi ho chiesto io di mettermi al mondo?

Capirai voi andate al lavoro e io vado a scuola, quindi?

-          FARE PARAGONI

Vedi che tua sorella sa sempre come comportarsi? Perché non impari un po’ da lei?

Risposte probabili:

Beh si certo adesso mi metto a copiare la santarellina

Avete proprio rotto con questi paragoni: io sono io che vi vada bene o meno!

Ma che palle quella lì, è più noiosa di una lezione di storia

-          FARE DEL SARCASMO

Ma davvero stai uscendo conciata/o in quel modo? Vuoi dare da dire anche a quelli di Alfa Centauri?

Risposte probabili:

No ma dico ti sei vista/o tu?

Grazie papà/mamma sempre gentile eh!

Meglio di voi te che vieni direttamente dal Medioevo

-          FARE PROFEZIE

Non ti assumi mai la responsabilità delle tue azioni, se continui così la situazione potrà solo peggiorare e tu ne sarai l’unico responsabile

Risposte probabili:

Mamma mia sembra un film dell’orrore!

Potrò mica finire peggio di come sei tu?

Evidentemente hai messo al mondo un perdente

Qualcuno si è riconosciuto in situazioni simili a queste? Certo le risposte possibili sono infinite, ma tutte portano ad uno scontro o magari a un silenzio risentito.

UN ASCOLTO ATTENTO E ACCOGLIENTE

Cosa si può fare allora? Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, la soluzione sta nell’ascolto attento e accogliente e nella possibilità di sviluppare abilità comunicative nuove, avendo sempre chiaro in mente il valore del rispetto. L’atteggiamento e il linguaggio rispettoso fanno si che gli adolescenti ascoltino e collaborino.

Immaginiamo ad esempio il caso di un adolescente che usa il telefono a tavola.

Il genitore invece di ORDINARGLI di smettere;

Spegni subito quel telefono!

potrebbe DESCRIVERE IL PROBLEMA:

Con i telefoni a tavola non riusciamo a parlare di noi, di cosa ci succede durante la giornata

 DESCRIVERE I SUOI SENTIMENTI:

Mi dispiace molto vederti impegnato in altre cose mentre siamo tutti assieme

PROPORRE UNA SCELTA:

Potresti spegnere il telefono o portarlo in camera tua per la durata del pranzo, cosa preferisci?

USARE UNA SOLA PAROLA SOLA, ma incisiva:

Il telefono!

AFFERMARE I PROPRI VALORI:

Per me è davvero importante che riusciamo a trovare dei momenti per stare assieme senza interferenze esterne

 METTERLO PER ISCRITTO, magari in modo ironico:

Il telefono è una cosa importante, ma se lo porti a tavola ci mette tutti da parte. Mettilo via solo per poco e il pranzo e la cena torneranno un bel gioco.

 L’INFLUENZA DEGLI AMICI

Un aspetto  molto importante di cui tenere conto è il ruolo dei pari, degli amici, che in questa fase della vita sono importanti tanto quanto la famiglia, perché sono quelli che vivono le loro stesse esperienze e con i quali si può condividere ciò che si sente senza il timore di essere giudicati.

Per questo non è mai una buona idea criticare gli amici dei propri figli.

È invece sempre opportuno valorizzarne gli aspetti positivi e il ruolo che svolgono nella vita dei figli. Se poi dovessero davvero essere delle “cattive compagnie” si deve comunque evitare la critica esplicita e lasciare che siano i propri figli a parlare del perché queste persone siano importanti per loro.

Se si riesce davvero a stare in ascolto non giudicante, si possono scoprire cose molto importanti sui figli e le loro relazioni e aumenta la probabilità di poter essere protettivi nei loro confronti.

GENITORI UNITI. TUTTI NELLA STESSA SQUADRA

Ci preme sottolineare che i genitori, se entrambi presenti, devono essere d’accordo sulle modalità da utilizzare e collaborare per la costruzione di una modalità interattiva e comunicativa virtuosa. È importante che ci si supporti a vicenda senza che uno dei due sostituisca l’altro. Il sostegno non è mai delegittimazione.

PER CONCLUDERE

Per concludere abbiamo una buona notizia: tutti i genitori hanno molto più potere di quanto credano. I figli ci tengono molto alla loro opinione, ci tengono anche quando non lo dimostrano o addirittura dicono il contrario. Ma le parole non bastano, occorre l’esempio quotidiano, basato sull’impegno e la costanza.

Cosa ne pensate?

Maria Grazia Rubanu e Melania Cabras

Psyblog. La sostenibile leggerezza dell’essere

Psynerghia. Psicologia e benessere

 


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Continua la nostra collaborazione con la rubrica Figli al centro del blog Genitorialmente. Oggi pubblichiamo le loro domande su un tema piuttosto spinoso: la mancanza di accordo tra i genitori nell’educazione dei figli. Venerdì troverete le nostre riflessioni e le nostre risposte.

Maria Grazia e Melania

 

Quando i genitori non sono d’accordo sull’educazione dei figli succede il finimondo. I figli tendono a infilarsi negli spazi che si creano tra i genitori e alcune volte noi genitori non possiamo venire meno alle nostre posizioni. Quando i punti di vista sono differenti su educazione, scuola e altro come si può fare? Lo chiediamo alle nostre psicologhe dello  Studio di psicologia Psynerghia.

Essere genitori è l’esperienza più bella del mondo, ma educare un figlio è un lavoro impegnativo. Non ci sono giornate di ferie, non ci sono momenti in cui puoi dire “aspetta un attimo”, anzi è proprio quando tutto tace che ti devi preoccupare. Perché i figli hanno un istinto innato per capire cosa non si deve fare … e lo fanno.

Educare significa essere molto pazienti, coerenti, instancabili, insomma la lista è interminabile e già così sembra una missione impossibile. Invece tutto questo non è nulla se confrontato all’ostacolo più grande: i genitori devono essere d’accordo sull’educazione dei figli.

Sto parlando di genitori presenti. Non intendo parlare di quelle famiglie dove un genitore delega totalmente l’educazione dei figli all’altro coniuge perché lavora, o perché si fida …Se ti fidi di tua moglie allora lasciale guidare la tua macchina e dagli anche il tuo portafoglio. No? Fiducia = menefreghismo.

Abbiamo detto che parliamo di genitori che sono presenti.

Ma cosa succede quando i genitori non sono d’accordo sull’educazione dei figli?

I primi momenti di disaccordo sull’educazione dei figli possono incominciare sin dai primi mesi di vita legati all’alimentazione o ai tempi della nanna e così via. Non sono argomenti poco importanti, anzi, ma diciamo che il bambino non si rende ancora conto della differenza di posizioni di mamma e papà. Invece noi genitori stiamo mettendo le basi del nostro essere genitori: è importante che iniziamo ad “educarci” ad avere una linea comune davanti ai figli. Possiamo pensarla diversamente, ma davanti ai figli dobbiamo essere uniti e coesi, sempre.

I figli tendono a infilarsi negli spazi che si creano tra i genitori. La coesione nell’educazione dei figli diventa ancora più importante quando loro iniziano a “capire” e diventa fondamentale durante l’adolescenza, perché, come dico io, lì siamo in quattro: mamma, papà, figlio e ormoni.

 QUANDO I GENITORI NON SONO D’ACCORDO SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI. LA SCUOLA

La prima vera volta che abbiamo affrontato questo argomento è stato quando mia figlia doveva scegliere la scuola superiore.

Si ritorna con la mente alle nostre scuole superiori ed al nostro percorso di studi. La scelta delle scuola superiore è una scelta importante perché incomincia a delineare una traccia nella vita dei nostri figli. Se le esperienze dei genitori sono differenti, come nel nostro caso, è possibile che la visione sia differente.

Quindi sono iniziate le discussioni tra me e mio marito. Discussioni dietro le quinte. Discussione accese. Ci è capitato anche di dire a nostra figlia che noi eravamo su posizioni differenti, perché interpretavamo e vivevamo i suoi comportamenti in maniera differente. Chi ha avuto ragione? Mia figlia (e mio marito). Perché alla fine la scelta della scuola è giusto che la facciano i nostri figli, ma anche perché io ho fatto un passo indietro e lui ha fatto un passo avanti e io mi sono fidata di lui. Ogni tanto bisogna anche fare un “atto di fede” nei confronti del nostro compagno di vita, magari ha ragione, in fondo se l’abbiamo scelto fra mille un motivo ci sarà.

 QUANDO I GENITORI NON SONO D’ACCORDO SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI. LO STUDIO.

Lo studio non è la scuola. Va oltre. Lo studio per me riguarda la costruzione delle basi per l’approccio alla vita. Con studio si intende curiosità, cultura, conoscenza, saper comunicare. Quanto è importante lo studio? Tutti rispondiamo all’unisono “Molto”. Ma la domanda vera è quanto è realmente importante per i nostri figli?

Cosa succede quando un figlio pur avendone le capacità si impegna poco?

Per me l’approccio allo studio è un obiettivo a lungo termine, per mio marito a breve termine.

Il voto o la promozione non è così importante se mia figlia non acquisisce la consapevolezza delle sue capacità e se non matura mettendo il giusto impegno nello studio. Mio marito è d’accordo con me MA per lui l’obiettivo principale è che non venga rimandata.

Io ho talmente tanta fiducia in lei che voglio “correre il rischio”.  Va a ripetizioni, ma finché non torna ad impegnarsi vorrei toglierle le ripetizioni. So che ce la può fare, quindi tocca a lei.

Mio marito, invece, sostiene che se non la supportiamo rischierà di essere rimandata, quindi vuole aiutarla continuando con le ripetizioni. Chiaramente anche lei vuole continuare con le ripetizioni, è più comodo e più facile.

Anche questa volta ci sono state discussioni accese tra di noi, ma questa volta i nostri differenti punti di vista non sono rimasti dietro le quinte. Mia figlia ha assistito ai nostri incontri-scontri ed alle “accuse” che ci siamo rivolti. Nell’ultima discussione affrontata ho detto a mio marito che mia figlia è troppo importante per mollare. Stavolta non mollo.

Probabilmente non si fa così. Ma è proprio quello che penso. Quindi come ne usciamo?

QUANDO I GENITORI NON SONO D’ACCORDO SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI. SEVERITÀ O TOLLERANZA. LA CATTIVA SONO IO.

L’approccio all’educazione è un altro punto su cui non siamo totalmente d’accordo. Io sono più severa e lui è più malleabile. Le mie figlie ci prendono in giro dicendo “Quando la mamma dice no è no, mentre a papà basta fare gli occhioni dolci e lui cambia idea”.

Alcune volte ci ridiamo sopra, ma altre volte invece diventa un momento di confronto.

Io credo che quando mia figlia fa qualcosa di sbagliato in modo consapevole non sia giusto lasciare correre. Parlo di errori non gravissimi, ma di errori reiterati. Sa che non si fa e lo fai. Sono atteggiamenti tipici dell’età adolescenziale, questo è il commento di mio marito e so che ha ragione.  Ma dopo un po’ stanca. E per me scatta una punizione. Non Esci. Cellulare requisito ecc. Mio marito è più permissivo e lascerebbe correre. Così la cattiva sono sempre io.

QUANDO I GENITORI NON SONO D’ACCORDO SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI. RAPPORTO MADRE FIGLIA.

Si dice che i rapporti madre-figlia siano sempre molto complicati. Non credo di essere una femminista, ma riconosco che le donne hanno una marcia in più. Avendo due figlie le mie aspettative sono più alte. Per questo racconto spesso alle mie figlie quella che chiamo “la favola della vita”. Quali sono le opportunità che la vita offre loro e le esorto a coglierle, tutte. Forse spingo troppo? Noi donne sappiamo quali difficoltà affrontiamo tutti i giorni e quante sfide abbiamo già vinto. Mio marito ogni tanto mi ripete “Lei non è te”. Lo so. Ma io so quanto può essere grande una donna e lui no.

Quando i genitori non sono d’accordo sull’educazione dei figli tutto si complica. Come si fa a tenere un fronte unito quando in ballo ci sono loro? I figli tendono a infilarsi negli spazi che si creano tra i genitori e alcune volte noi genitori non siamo disposti ad accettare compromessi. Quando i punti di vista sono differenti su educazione, scuola e altro come si può fare? Venerdì leggeremo le risposte e i consigli delle nostre pedagogiste di Studio di psicologia Psynerghia perché i nostri dubbi sono tanti e noi ci teniamo davvero ad essere dei bravi genitori.

Firma Manu

 

Bullismo, autostima, fiducia nei genitori, ne abbiamo parlato in Figli al centro. Non è facile, ma possiamo imparare

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