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Continua la collaborazione con il blog Genitorialmente. Questo mese, grazie alle riflessioni dei genitori, parliamo di come sia possibile per i genitori prepararsi al meglio all’adolescenza dei figli. In questo post potete leggere le domande e le riflessioni dei genitori e lunedì prossimo troverete le nostre risposte.

Buona lettura!

 

Come prepararsi all’adolescenza? Tutto va bene finché non arriva l’adolescenza. Spesso mi ritrovo a parlare con alcune amiche che hanno i figli più piccoli e si dichiarano totalmente impreparate ad affrontare l’adolescenza.

 

Queste sono le frasi di mamme e papà di bambini di 7-8, nella loro voce c’è un velo di preoccupazione, ma soprattutto un’implicita richiesta di aiuto

Mattia ha 9 anni e fa già quello che vuole, figurati quando avrà 12 o 13 anni

Elisa non mi ascolta e mi guarda con aria di sfida, ha solo 7 anni. Davvero non oso pensare a come sarà da adolescente

Come prepararsi all’adolescenza?

Esiste un modo? Abbiamo chiesto alle psicologhe dello  Studiopsynerghia di aiutarci a capire come comportarci con i nostri figli.

Quando le mie figlie erano più piccole mi sembrava di avere già abbastanza problemi, ma purtroppo la famosa frase “Figli piccoli, problemi piccoli. Figli grandi, problemi grandi” è vera.

Il ragazzo adolescente “ti prende in testa”. Non so se rendo. Non si parla più di fatica fisica che è quella che ci ha accompagnato e distrutto quando i nostri figli erano più piccoli. Qui è una guerra di nervi, qualcosa di inaspettato dove spesso il genitore si sente sconfitto, perché questi ragazzi fanno quello che vogliono. Spesso mi pento di non averci pensato prima.

Come prepararsi all’adolescenza?

È la domanda che rivolgiamo alle psicologhe dello studio Psynerghia, perché tutti sappiamo che l’adolescenza è un’età complessa, delicatissima che può dare grande preoccupazioni ma, diciamolo, anche grandi soddisfazioni.

Con la rubrica Figli al centro le nostre psicologhe ci danno dei consigli preziosi, sono magicamente rassicuranti perché ci aiutano a tirare fuori il meglio dai nostri figli e da noi come genitori, ma ci ripetono tutte le volte questa frase

L’educazione dei figli è un percorso che inizia dal primo giorno, le basi per il dialogo, la fiducia e il rispetto si devono creare e instaurare sin dai primi giorni.

Ma noi genitori non siamo dei super eroi. Quando i figli sono piccoli siamo talmente presi dagli aspetti pratici che spesso la parte educativa passa in secondo piano.

Quindi “lasci perdere”, perché devi vestirlo, accompagnarlo all’asilo o a scuola, ricordarti di tutti gli impegni e le cose che gli servono, e poi si ammala, ma nel frattempo c’è una casa da mandare avanti, una famiglia. Quante volte il primo desiderio di un genitore diventa il riposo?

Quando un bambino di 5 anni fa i capricci per un giocattolo dopo un po’ un genitore “molla” e glielo compra anche se a casa ne ha 3 sacchi pieni e non li usa.

Alle elementari per alcuni c’è la volontà di imporsi sui coetanei, quante mamme non intervengono dicendo “Tanto sono bambini …”.

E quando invece ci risponde male? Diciamolo che, alcune volte i più piccoli sono davvero buffi quando vogliono fare i “grandi” e noi sorridiamo perché istintivamente reagiamo a quello che vediamo e non a quello che i nostri bambini sentono di aver fatto.

Come prepararsi all’adolescenza?

In fondo anche per noi è la prima volta che siamo i genitori.

Quante volte i nostri figli vogliono raccontarci la loro giornata, ma noi diciamo dopo? (Altrimenti chi prepara la cena?) O invece quando abbiamo tempo e cerchiamo il dialogo, quello che succede è più o meno così:

 

Come è andata oggi?

Bene

Cosa hai fatto?

Niente

… sono bambini.

Sono bambini che diventeranno grandi.

Come prepararsi all’adolescenza quando hai di fronte un bambino delle scuole elementari?

Secondo me i temi importanti sono 3:

Dialogo, fiducia e autostima,

Ne abbiamo parlato pensando al rapporto con gli adolescenti, ma ora vogliamo agire prima e pensare di affrontarle quando i nostri figli sono ancora bambini

Dialogo. Come possiamo noi genitori imparare a dialogare? Come possiamo stimolarli al dialogo con noi? Ma soprattutto come facciamo noi ad imparare ad ascoltarli? Spesso i bambini di questa fascia di età hanno comportamenti molto diversi da quello che è l’ambiente in cui crescono, molti genitori affermano

“Mia figlia mi risponde male, perche? Noi non siamo così”

Fiducia. A 7-8-9 anni si dicono le bugie? Direi proprio di si. Esiste una relazione fra bugie e fiducia? Come possiamo far capire a un bambino così piccolo che ci fidiamo di lui e che si deve fidare di noi? In fondo a questa età hanno poca autonomia e non ci sono tante occasione per responsabilizzarli.

Autostima. L’adolescenza è un periodo di grandi insicurezze. Spesso noi genitori ci rendiamo conto di questo quando i nostri figli sono già grandi. Personalmente il mio pensiero è stato

“Avrei dovuto iniziare ad aiutare le mie figlie nel costruire la loro autostima sin da quando erano più piccole”

Eravamo all’asilo quando mia figlia in lacrime mi ha comunicato che non voleva più andarci perché le sue amiche non volevano più giocare con lei perché era brutta. Dopo qualche giorno di grande preoccupazione, in realtà il problema si risolse con la stessa velocità con cui si era creato. Per me l’argomento era chiuso, forse invece avrebbe avuto senso parlarle anche negli anni successivi, considerare più seriamente le sue paure da bambina e non aspettare che arrivasse l’adolescenza con le sue grandi insicurezze.

Queste sono le domande accalorate che poniamo alle psicologhe di Psyblog  e  Studiopsynerghia.  Aspettiamo settimana prossimo le loro risposte. I figli crescono molto velocemente. Probabilmente non saremo mai realmente pronti ma oggi vogliamo proprio capire Come prepararci ad affrontare l’adolescenza.

 

Photo by Trinity Kubassek from Pexels

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Continua la collaborazione con la rubrica Figli al centro del blog Genitorialmente. Questo mese parliamo di cosa succede in famiglia quando un figlio risponde male ai genitori, come sempre lo facciamo a partire dalle domande dei genitori, che trovate in questo post.

 

 

RECIPROCITÀ NELLE RELAZIONI

Come psicoterapeute familiari abbiamo la fortuna di poter lavorare sia con i figli che con i genitori, e dal nostro osservatorio privilegiato abbiamo la possibilità di vedere, ogni giorno, come le modalità comunicative e relazionali in famiglia si costruiscano giorno dopo giorno e che siano entrambe le parti a costruirle, non solo i figli.

LA PAROLA AI RAGAZZI

Possiamo dire con certezza che quando i figli feriscono, anche se lo fanno con la precisione di un cecchino, non lo fanno mai con l’obiettivo esplicito di fare del male. Una delle frasi più frequenti che i ragazzi ci dicono è:

È vero che noi a volte alziamo la voce, gridiamo pure e magari diciamo cose che li mandano in bestia, ma questo non vuol dire che pensiamo davvero ciò che diciamo. Non devono prenderci troppo sul serio quando diciamo quelle cose.

E ancora

Anche loro spesso esagerano, ci urlano addosso di tutto, appena torniamo a  casa da scuola ci sentiamo il fiato sul collo “Riordina la stanza”, “Hai lasciato un casino” “Ma quando cresci?”, “È mai possibile che in questa casa non ci sia mai un aiuto?”, “Pensi che le tue scarpe si mettano a posto da sole?”, “Ma che schifo di musica stai ascoltando?”

 

A loro farebbe piacere sentirsi sempre sotto giudizio così come succede a noi?

 

Se gli rispondiamo male non ce l’abbiamo per forza con loro, a volte siamo solo troppo stanchi, o preoccupati per qualcos’altro e magari abbiamo bisogno di parlarne con gli amici.

Abbiamo voluto dare prima di tutto voce al pensiero dei ragazzi perché ci teniamo a sottolineare che in una famiglia le modalità relazionali si costruiscono assieme, nel tempo e che a crescere non sono solo i figli, ma anche i genitori.

NON CI SONO SOLUZIONI IMMEDIATE

Quando si ha a che fare con gli adolescenti non esistono soluzioni immediate, ci vogliono tempo e costanza e, come abbiamo già detto più volte, i genitori devono perdere l’illusione di poter proteggere i propri figli da ogni potenziale situazione di pericolo.

Ci vuole poi anche fiducia, la fiducia nella possibilità di creare un clima familiare nel quale i ragazzi possano sentirsi liberi di esprimere se stessi e i propri sentimenti. Se si riesce a fare questo, i ragazzi potranno pure dare delle rispostacce e combinare qualche guaio, ma sapranno che ci sarà sempre una base sicura alla quale tornare e impareranno ad ascoltare ciò che i genitori hanno da dire, ciò che provano e anche a rispettare le regole e i limiti, per il semplice motivo che avranno interiorizzato i valori familiari fondamentali.

METTIAMOCI ALLA PROVA

Facciamo una prova per vedere cosa succede in molte famiglie quando un ADOLESCENTE dice qualcosa che ai genitori non piace, magari in modo colorito:

Uff che palle la scuola! Non serve a niente se non a farmi perdere tempo!

Ora proviamo a immaginare le risposte dei GENITORI:

ma cosa dici? La scuola è fondamentale per il tuo futuro

 

quando dici così dimostri tutta la tua immaturità

 

adesso ti sembra inutile, ma un domani capirai il valore della scuola

 

eh si certo, così potresti passare più tempo con i tuoi amici a non far nulla

 

che delusione quando dici così

 

come avrei voluto avere io tutte le opportunità che tu hai oggi …

 

Potremmo proseguire all’infinito in modi più o meno coloriti anche dall’altra sponda.

Vi siete riconosciuti in qualcuna di queste risposte?

Tutte queste risposte hanno una cosa in comune: non servono a nulla se non a indisporre i ragazzi e allontanarli dai genitori, che vengono sentiti freddi, distanti e giudicanti.

Cambia poco se a cambiare è il tema:

Io stasera voglio uscire ed esco anche senza il tuo permesso!

Immaginiamo le risposte dei GENITORI:

Provaci e vedrai quello che ti succede

Tu stasera non vai proprio da nessuna parte!

Sei piccolo hai tutta la vita per uscire

Sei sempre lì a mancare di rispetto!

È possibile che non impari mai che per ogni cosa c’è un tempo?

anche qui potremmo continuare all’infinito e anche qui senza risultati positivi.

Proviamo a pensare a come possa sentirsi un ragazzo che riceve questo tipo di risposte.

Sono stati negati i suoi sentimenti, è stato ridicolizzato il suo modo di pensare, le sue opinioni sono state criticate e gli sono stati dati dei consigli preconfezionati e non richiesti.

Anche se con tutte le migliori intenzioni, la logica adulta sovrasta quella dei ragazzi, senza la possibilità di dare loro ascolto provando a capire cosa loro sentono, oltre quello che dicono le loro parole.

I genitori ci tengono a mostrare ai figli la giusta strada da seguire, a provare a non farli sbagliare per non vederli infelici, ma questo non serve. I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati in modo da sentirsi accolti, accettati e capiti. È anche accettando l’infelicità dei figli che gli si può rendere più agevole il superarla.

I genitori spesso pensano di dover sistemare le cose che riguardano i loro figli, mentre la sfida più grande, la rivoluzione copernicana è cambiare il modo di pensare e passare da “Come posso sistemare le cose” a “Come posso aiutare mio figlio a sistemare le cose da solo?”.

Per poterlo fare bisogna imparare ad ascoltare e parlare con loro in maniera differente, dandosi il tempo di allenarsi a farlo.

È dunque fondamentale fare capire ai propri figli  che si ha il desiderio e la disponibilità di ascoltarli. Questo getterà delle buone basi, anche se non da garanzie di successo immediato. I ragazzi potrebbero accusare i genitori di non capirli o magari di non essere al passo con i tempi, ma  poi si vedranno i risultati. I ragazzi hanno piacere a sapere cosa pensano i loro genitori, anche se a volte dicono esattamente il contrario.

Bisogna avere fiducia e allenarsi con costanza per arrivare a commettere sempre meno errori.

LE COSE DA NON FARE

Ma quali sono le cose da NON fare?

Nel libro Come parlare perché i ragazzi ti ascoltino e come ascoltare perché ti parlino, le autrici Adele Faber e Elaine Mazlish ne fanno un elenco chiaro dal quale traiamo ispirazione:

-          RIMPROVERARE E ACCUSARE

Ecco vedi sei sempre il solito lo hai fatto di nuovo! Ma ti rendi conto di cosa sarebbe potuto succedere?

Risposte probabili:

Ma mi sono solo distratto un attimo

E vabbè hai ragione tu ma adesso stai zitto…

-          INSULTARE

Non posso credere che tu abbia di nuovo dimenticato di chiudere a chiave la porta, ma ci sei o ci fai? A volte sei talmente irresponsabile da sembrare proprio stupido

Risposte probabili:

meno male che ci sei tu che sai sempre tutto

si si ok, sono stupido, ciao!

-          MINACCIARE

Se non recuperi le insufficienze entro due settimane puoi scordarti la gita di classe

Risposte probabili:

Ti odio

Sei sempre la stessa/o

Non capisci nulla come sempre

-          ORDINARE

Adesso spegni quel telefono e ti metti subito a fare i compiti!

Risposte probabili:

E piantala di seccarmi!

I compiti li faccio dopo

Ora non ho voglia, mollami!

-          FARE PREDICHE/MORALISMI

A tavola devi sederti composto, è un segno di buona educazione!

Risposte probabili:

Mamma che palle, siamo nel 2017!

Eh basta e lasciami vivere!

-          AVVERTIRE

Come tuo genitore ho il dovere di metterti in guardia dalle persone che stai frequentando, se continui così finirai nei guai

Risposte probabili:

Ma tu che cosa ne sai dei miei amici?

Non permetterti di parlare male di loro

Ma per chi mi hai preso? Io so quel che faccio

-          FARE IL MARTIRE

Tu non ti rendi conto di tutti i sacrifici che ogni giorno facciamo per te

Risposte probabili:

Ahah, ancora?

Vi ho chiesto io di mettermi al mondo?

Capirai voi andate al lavoro e io vado a scuola, quindi?

-          FARE PARAGONI

Vedi che tua sorella sa sempre come comportarsi? Perché non impari un po’ da lei?

Risposte probabili:

Beh si certo adesso mi metto a copiare la santarellina

Avete proprio rotto con questi paragoni: io sono io che vi vada bene o meno!

Ma che palle quella lì, è più noiosa di una lezione di storia

-          FARE DEL SARCASMO

Ma davvero stai uscendo conciata/o in quel modo? Vuoi dare da dire anche a quelli di Alfa Centauri?

Risposte probabili:

No ma dico ti sei vista/o tu?

Grazie papà/mamma sempre gentile eh!

Meglio di voi te che vieni direttamente dal Medioevo

-          FARE PROFEZIE

Non ti assumi mai la responsabilità delle tue azioni, se continui così la situazione potrà solo peggiorare e tu ne sarai l’unico responsabile

Risposte probabili:

Mamma mia sembra un film dell’orrore!

Potrò mica finire peggio di come sei tu?

Evidentemente hai messo al mondo un perdente

Qualcuno si è riconosciuto in situazioni simili a queste? Certo le risposte possibili sono infinite, ma tutte portano ad uno scontro o magari a un silenzio risentito.

UN ASCOLTO ATTENTO E ACCOGLIENTE

Cosa si può fare allora? Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, la soluzione sta nell’ascolto attento e accogliente e nella possibilità di sviluppare abilità comunicative nuove, avendo sempre chiaro in mente il valore del rispetto. L’atteggiamento e il linguaggio rispettoso fanno si che gli adolescenti ascoltino e collaborino.

Immaginiamo ad esempio il caso di un adolescente che usa il telefono a tavola.

Il genitore invece di ORDINARGLI di smettere;

Spegni subito quel telefono!

potrebbe DESCRIVERE IL PROBLEMA:

Con i telefoni a tavola non riusciamo a parlare di noi, di cosa ci succede durante la giornata

 DESCRIVERE I SUOI SENTIMENTI:

Mi dispiace molto vederti impegnato in altre cose mentre siamo tutti assieme

PROPORRE UNA SCELTA:

Potresti spegnere il telefono o portarlo in camera tua per la durata del pranzo, cosa preferisci?

USARE UNA SOLA PAROLA SOLA, ma incisiva:

Il telefono!

AFFERMARE I PROPRI VALORI:

Per me è davvero importante che riusciamo a trovare dei momenti per stare assieme senza interferenze esterne

 METTERLO PER ISCRITTO, magari in modo ironico:

Il telefono è una cosa importante, ma se lo porti a tavola ci mette tutti da parte. Mettilo via solo per poco e il pranzo e la cena torneranno un bel gioco.

 L’INFLUENZA DEGLI AMICI

Un aspetto  molto importante di cui tenere conto è il ruolo dei pari, degli amici, che in questa fase della vita sono importanti tanto quanto la famiglia, perché sono quelli che vivono le loro stesse esperienze e con i quali si può condividere ciò che si sente senza il timore di essere giudicati.

Per questo non è mai una buona idea criticare gli amici dei propri figli.

È invece sempre opportuno valorizzarne gli aspetti positivi e il ruolo che svolgono nella vita dei figli. Se poi dovessero davvero essere delle “cattive compagnie” si deve comunque evitare la critica esplicita e lasciare che siano i propri figli a parlare del perché queste persone siano importanti per loro.

Se si riesce davvero a stare in ascolto non giudicante, si possono scoprire cose molto importanti sui figli e le loro relazioni e aumenta la probabilità di poter essere protettivi nei loro confronti.

GENITORI UNITI. TUTTI NELLA STESSA SQUADRA

Ci preme sottolineare che i genitori, se entrambi presenti, devono essere d’accordo sulle modalità da utilizzare e collaborare per la costruzione di una modalità interattiva e comunicativa virtuosa. È importante che ci si supporti a vicenda senza che uno dei due sostituisca l’altro. Il sostegno non è mai delegittimazione.

PER CONCLUDERE

Per concludere abbiamo una buona notizia: tutti i genitori hanno molto più potere di quanto credano. I figli ci tengono molto alla loro opinione, ci tengono anche quando non lo dimostrano o addirittura dicono il contrario. Ma le parole non bastano, occorre l’esempio quotidiano, basato sull’impegno e la costanza.

Cosa ne pensate?

Maria Grazia Rubanu e Melania Cabras

Psyblog. La sostenibile leggerezza dell’essere

Psynerghia. Psicologia e benessere

 


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Continua la collaborazione con il blog Genitorialmente.it, questo mese parliamo di fiducia tra genitori e figli. Diamo la parola ai genitori e venerdì pubblicheremo le nostre riflessioni.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti è la domanda che affligge molti genitori perché sia che si parli di rendimento scolastico, di rapporti sociali o all’interno della famiglia, noi genitori abbiamo capito che tutto passa da lì. Come fidarci dei nostri figli e come fare che i nostri figli si fidino di noi?

Non esiste un momento della vita in cui il rapporto di fiducia tra genitori e figli sia meno importante, ma sicuramente esiste un periodo in cui creare un rapporto di fiducia con il proprio figlio è fondamentale, quel periodo è l’adolescenza. Quando i tuoi figli diventano adolescenti tutte le regole saltano. I nuovi comportamenti ti destabilizzano.

Tu non li capisci, loro non parlano, il mondo è pericoloso, il futuro è incerto. Rabbia, sconforto, tentativi di comprensione, un passo avanti e 10 indietro, o forse no?

Chi non parla?

Chi non ascolta?

Michela, Sonia e altre mamme ci hanno posto delle domande che gireremo alle psicologhe (http://psyblog.blog.tiscali.it/2017/01/23/i-problemi-scolastici-in-adolescenza-cosa-possono-fare-i-genitori/) che collaborano con noi e ci affiancano nel lavoro più difficile del mondo: diventare un buon genitore … di un adolescente.

Ho chiesto a mia figlia di fidarsi di me.

Dammi questa chance, non chiudere la porta, dammi una possibilità di dimostrarti che anche se non sono d’accordo con te, anche se mi arrabbio, io sono e sarò sempre dalla tua parte.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti

Fiducia: perché se ti fidi di me non devi nascondere quello che fai. Se non hai studiato, se hai fumato, se hai bevuto, se non hai usato le giuste precauzioni in un rapporto sessuale. Se un figlio si fida di un genitore sa che solo il genitore può aiutarlo.

Hanno paura che non li capiamo, che li giudichiamo, che li puniamo, o hanno paura che ce ne freghiamo?

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. Da quando?

Ma soprattutto quando? Io credo che sia un percorso che inizia dal primo vagito. C’è chi non lo fa, ma c’è chi lo fa e c’è chi lo vuole fare ma non sa come fare.

Io ho sempre parlato tanto con le mie figlie, e credo anche di averle ascoltate sempre. Dico credo, perché ovviamente non lo so; fino ad oggi la famosa frase “Tu non mi ascolti” non è ancora arrivata, ma ne sono arrivate altre “Ce l’hai sempre con me. Date sempre la colpa a me” … non so se si possono considerare sinonimi.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. Le paure

Credo sia normale avere paura della reazione di un genitore di fronte a un fatto negativo. Ma quando questa paura è sproporzionata rispetto al fatto in se stesso? Il timore della reazione del genitore o dell’adulto di riferimento portano a mentire e spesso fanno accrescere il senso di colpa e di inadeguatezza.

Cosa possiamo fare affinché i nostri figli si fidino di noi?

Ci permettano di star loro vicino, di aiutarli a risolvere il problema?

Quando la paura è paura di sbagliare? Paura dei giudizi dell’adulto di riferimento? Paura dei giudizi degli amici o dei compagni di scuola?

L’adolescenza è un periodo di grandi insicurezze.

Dove finisce la timidezza e la vergogna e inizia la paura?

Il timore di fare brutta figura?

E noi genitori come possiamo aiutarli a non avere questi timori. La figlia di Sonia a scuola si isola e non parla, ha paura di fare brutta figura con i compagni. Nessuno riesce a farle vincere questa paura, neanche le rassicurazioni degli insegnanti. Cosa può fare un genitore oltre a rassicurarla e dirle che può e deve sbagliare perché è così che si impara?

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. Le continue bugie nonostante tutto.

Perché i nostri figli continuano a mentire? Bugie quando non serve mentire. Bugie quando vengono scoperti, bugie anche davanti all’evidenza. Come quella volta in cui la figlia di Michela aveva raccontato che era stata tutto il pomeriggio in biblioteca con le amiche; invece poi era andata in giro. L’amica aveva avuto la brillante idea di pubblicare su Facebook una loro foto. Eppure la figlia di Michela continua a negare l’evidenza:

“Non è vero, tu non ti fidi di me”!

Sono tanti gli esempi in cui i nostri figli si fissano su bugie assurde. Cosa dobbiamo fare? Fingere di dargli ragione? Discutere diventa una lotta testa a testa, infinita. I nostri figli ci mentono perché non si fidano di noi o c’è un altro motivo? Tutto questo innesca una “brutta” spirale fatta di controlli e di tensioni.

Sono tante le domande che ogni genitore si pone.  Venerdì prossimo le psicologhe di Psyblog.it (http://psyblog.blog.tiscali.it/tag/genitori-e-figli/) ci aiuteranno a trovare alcune risposte.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti è la sfida più importante per ogni genitore, non stiamo cercando il controllo sui nostri figli, vorremmo poterci fidare e consegnarli al mondo perché vivano la loro vita con la consapevolezza che noi saremo sempre dalla loro parte.

Ragazzi fidatevi di noi!

 

Se stai tentando di diventare un buon genitore, vieni a leggere Figli al centro che troverai un valido aiuto, un passo dopo l’altro.

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Continua la nostra collaborazione con la rubrica Figli al centro del blog Genitorialmente.

Questo mese parleremo dei problemi scolastici in adolescenza e lo faremo a partire dalle domande e dalle riflessioni dei genitori.

Venerdì troverete le nostre risposte.

Maria Grazia e Melania

“Questo mese con le nostre psicologhe dello Studio Psynerghia   per la rubrica Figli al centro  parleremo di un argomento che preoccupa tantissime famiglie: i problemi scolastici in adolescenza.

Il momento più critico per noi è stata la seconda media, o meglio, il momento di cambio, perché le criticità grosse sono arrivate ora che mia figlia è in terza media.

Una ragazzina indipendente, capace, che sebbene continuasse a dichiarare che “non voleva andare a scuola e che non le piaceva studiare”, come si suol dire “faceva il suo dovere”. E lo faceva abbastanza bene.

La situazione a scuola: il corpo docente fa acqua da più parti: poca professionalità, poca voglia di lavorare, di insegnare e nessuno stimolo per i ragazzi. Eccezion fatta per l’insegnante di matematica, gli altri professori sono arrivati addirittura ad abbassare il livello di difficoltà delle verifiche cosicché i voti risultino più alti, ma la preparazione si abbassa sempre di più. Nonostante questo mia figlia passa dal 9 in matematica e scienze (dove c’è un’insegnante capace) a insufficienze gravi e continue in altre materie.

Con insegnanti di questo tipo non c’è alcuna possibilità di collaborazione e di dialogo. Quindi noi genitori dobbiamo cavarcela da soli.

I problemi scolastici in adolescenza diventano ancora più grandi quando sei solo.

Mia figlia fino alla prima media ha avuto degli insegnanti eccellenti, ora tutto è cambiato. Le spieghiamo che questa è la vita, che deve studiare per se stessa; ma forse è un po’ presto per una ragazzina di 13 anni capire che se un adulto “se ne frega” di fare il suo dovere perché un ragazzino dovrebbe fare diversamente?

Tantissimi genitori come me hanno problemi scolastici in adolescenza che iniziano a quest’età e non si sa quando finiranno.

I nostri figli troveranno sempre insegnanti incapaci e demotivati e loro dovranno trovare le motivazioni in loro stessi. Ma come? Dirglielo e ripeterglielo non serve o non basta.

L’incapacità dei professori e le carenze della scuola non possono diventare un alibi per il calo di rendimento.

Come provare a risolvere i problemi scolastici in adolescenza?

Noi abbiamo iniziato con le punizioni: via il cellulare, via la televisione. Ho pronunciato la fatidica frase “Se non studi, allora lavori” dandole dei lavoretti da fare in casa. Le abbiamo dato 15 giorni di tempo per dimostrarci il suo nuovo impegno. Risultato? Quasi nullo. Il tutto corredato dalle solite bugie di come le insufficienze non fossero colpa sua.

Abbiamo provato con le cattive e poi siamo passati al dialogo e al confronto. Per risolvere i problemi scolastici in adolescenza abbiamo pensato ad un approccio che non andasse diretto al problema scuola, ma abbiamo puntato sul darle fiducia, sul riconoscere le sue capacità.

In questi giorni dobbiamo scegliere anche la scuola superiore. Mia figlia vuole fare il Liceo, ma adesso i suoi risultati sono così bassi che è a rischio bocciatura. Gli insegnanti le hanno consigliato l’Istituto Tecnico. Lei parla di scelta importante per il suo futuro, di responsabilità, ma poi di fronte ai fatti non studia. Il suo problema è che non è interessata a quelle materie, quindi si distrae e non riesce a studiare.

Le abbiamo fatto molte domande e ci siamo fatti molte domande.

Spesso i problemi scolastici in adolescenza dipendono da “qualcosa che è successo” che ha alterato i vecchi equilibri. Ne abbiamo parlato con nostra figlia: prima lasciandola riflettere a ruota libera e quando non è emerso nulla abbiamo cercato di instradarla verso ipotetici problemi con le compagne, i professori o altro. Nulla, non è successo niente.

E se invece ci fosse qualcosa che non ci dice?

Io credo di no. Ma io sono la mamma e come sempre i genitori sono gli ultimi a sapere le cose. Però mi domando anche

“Chi meglio di me può conoscere mia figlia?”

Il nostro è un bel rapporto, ma nessun ragazzo si confida con i genitori …

Lei è la secondogenita e l’abbiamo sempre ritenuta molto sveglia e indipendente, sia perché i “secondi” imparano dai maggiori che per la sua personalità. Pur consapevoli dei suoi punti deboli abbiamo anche avuto le prove di quanto sapesse essere indipendente e organizzata.

Forse l’abbiamo lasciata troppo sola?

 Ci siamo fidati troppo?

Ora stiamo tornando a controllare tutto: compiti svolti, quaderni, preparazione nelle materie orali, insomma stiamo tornando a quello che non facevamo più dalla 4^ elementare. E’ giusto?

Lei vuole fare il liceo perché ritiene che sia una scuola che la prepara per il futuro. Noi siamo d’accordo con lei, siamo convinti che ne ha le capacità ma abbiamo grandi dubbi sulla sua volontà. Quello che vogliamo soprattutto è che affronti un percorso di studi con serenità e con i giusti stimoli intellettuali.

“Come fai ad affrontare le difficoltà di un liceo se non riesci ad affrontare le difficoltà delle scuole medie? Scegli una scuola più facile”

“Adesso mi impegno”.

Domande e risposte che si rincorrono da giorni. Solo parole e pochissima concretezza.

Gli adolescenti sono un misto di spensieratezza, sogno e superficialità (beati loro): come facciamo a farli stare con i piedi per terra?

Dobbiamo convincerla (sempre che ci riusciamo) a iscriversi ad una scuola più semplice? Dobbiamo farlo noi per lei? O dobbiamo motivarla e diventare noi un po’ più incoscienti? Che genitori saremmo?

Ogni tanto mi chiedo se i problemi scolastici in adolescenza si “risolvono” credendo in ciò che non vediamo. Ma noi, abbiamo il dovere di proteggere i nostri figli anche da loro stessi.

Sono tante le domande che mi pongo come genitore.  Venerdì prossimo le psicologhe di Psyblog  ci aiuteranno a trovare alcune risposte e a riflettere sul come fare la cosa giusta.

I problemi scolastici in adolescenza minano la serenità del rapporto genitori-figli, la serenità dell’intero nucleo familiare. Un genitore deve seguire i figli, senza soffocarli e dandogli la possibilità di imparare dai propri errori; fino al punto in cui gli errori non diventano troppo grandi o i figli non si sentono abbandonati. Ma qual è questo punto?”

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Continua la collaborazione con il blog Genitorialmente, questo mese, per la rubrica FIGLI AL CENTRO, parliamo di separazione in presenza di figli. Oggi pubblichiamo il post con le domande dei genitori e venerdì 2 dicembre ci saranno le nostre risposte.

Maria Grazia e Melania

Come gestire la separazione con figli è l’argomento di questo mese. Le storie di tre donne ci guideranno attraverso i problemi più importanti della separazione con figli. Due psicologhe ci aiuteranno con la loro esperienza a trovare le risorse per gestire questo momento così amaro e complicato

Racconteremo la storia di tre mamme, Selena, Antonella e Federica. Non si può parlare di separazione per “sentito dire”; poiché sarebbe inutile e poco rispettoso nei confronti di chi sta vivendo questa esperienza dolorosa. Saranno le loro domande a prendere voce in questo articolo. Ho scritto volutamente “sta vivendo”, perché non importa se si tratta di mesi o di anni: i problemi della separazione non finiscono mai, si attenuano, si modificano e spesso riflettono le difficoltà specifiche della crescita dei figli.

Molto spesso si sente dire che due genitori, nonostante i problemi, continuano a stare insieme per il bene dei figli. L’unica domanda che io mi permetto di fare alle nostre psicologhe è questa:

Esiste un’età in cui i figli sopportano meglio la separazione dei genitori?

Come gestire la separazione con figli adolescenti? Selena è vittima di violenza.

Ho raccontato la storia di Selena in un precedente mio post “Un pugno in faccia” (http://www.genitorialmente.it/2014/11/violenza-alle-donne/) Selena mi racconta di come suo figlio, che purtroppo ha vissuto alcune scene di violenza del padre, oggi sia arrabbiato con lei. Non è una rabbia che esplode, è un “non detto”. Lui capisce che se ami una donna non puoi farle del male. Ma poi le cose passano e così ora che Luca non assiste più agli scatti di violenza del padre, al suo menefreghismo, alle sue ripicche, oggi dice a sua mamma

“Anche i genitori di Andrea si erano separati, ma poi sono tornati insieme. Magari tornate insieme anche voi”

Selena si confronta con lui.

“Se ami una persona non puoi farle male”.

Come spesso accade il male fisico è arrivato dopo anni di violenze psicologiche.

Luca capisce, ma poi le dice “Mamma hai ragione, ma non puoi farlo tornare?”

…. non puoi farlo tornare…

In fondo un ragazzino di 13 anni “prova a dimenticare” quello che ha visto, e alla fine, ai suoi occhi è la mamma che ha mandato via il papà.

Come spiegare a tuo figlio che NO, non puoi proprio farlo tornare?

Come gestire la separazione con figli adolescenti? Un genitore assente e la rabbia.

Antonella è separata di circa 8 anni, ma i problemi non finiscono mai, ha due figli: uno di 11 anni e l’altro di 16.

Da 8 anni si interroga sulla prima domanda che ogni genitore si pone.

Come far vivere con meno disagio possibile la separazione ai figli?

Antonella è albanese e da circa 20 anni è in Italia. Da sempre lei ha dovuto fare da padre e da madre; il suo è un marito assente. Lei ha dovuto pensare al sostentamento della sua famiglia; lei ha dovuto da sola essere vicina ai suoi figli, con tutte le problematiche della crescita e la difficoltà in più di arrivare da un altro Paese.

Impossibile fare tutto. Quindi da dove incominciare?

Quando arrivi a casa la sera stanca che cosa non devi fare mai mancare ai tuoi figli?

Come aiutare i propri figli a gestire la rabbia e il rancore di qualcosa che stanno subendo?

E quando il padre è assente è’ giusto che i figli si aspettino tutto dalla mamma?

Un genitore deve svolgere il doppio ruolo? Come può farcela?

Antonella vive una sfida continua soprattutto con suo figlio grande.

Le paure di un genitore che rimane solo sono il doppio; quando tuo figlio si scontra con te è meglio lasciare perdere e aspettare che maturi o invece, proprio perché sei solo, è importante reagire con fermezza in quanto non puoi permetterti di aspettare.

Se mi dimostro permissiva, le abitudini sbagliate potrebbero consolidarsi e mio figlio potrebbe prendere una brutta strada; ma se intervengo con decisione il nostro rapporto potrebbe rompersi definitivamente.

Come gestire la separazione con figli adolescenti? Un genitore assente e la calma.

Federica ha due figlie di 13 e 15 anni. Ora ha trovato l’equilibrio e anche le sue figlie ora stanno bene. Questo è quello che lei mi racconta a poco più di un anno dalla separazione.

Lui dov’è? Assente, totalmente assente. Anche quando la figlia più piccola ha dovuto affrontare una piccola operazione alla mano, lui è comparso solo per la firma dei documenti necessari e si è limitato ad un messaggio WhatsApp per chiedere “Come stai?”

Federica è arrabbiata, per tutto il passato e per la sua assenza; ma non ha intenzione di fare più niente per avvicinare il papà alle sue figlie perché “ora loro sono serene e non ci pensano al papà”.

Federica non ha domande da fare perché ha già le risposte; le sue risposte. Allora faccio io le domande al suo posto.

E’ chiaro che la serenità è molto difficile da raggiungere per tutti i ragazzi in un’età delicata come quella dell’adolescenza. Ma è possibile che queste due ragazze vivano questa situazione con la “tranquillità” che mi riferisce la loro mamma?

Forse Federica ha ragione; dopo il primo momento di rabbia (la più piccola ha anche avuto qualche problema a scuola) le sue figlie ora stanno vivendo un momento di serenità e questo è un obiettivo importante; ma fino a quando è giusto “fare finta di niente”?

Come gestire la separazione con figli, e i papà? Abbiamo portato l’esperienza di tre mamme, non ce ne vogliano i papà, saremmo felici di raccontare anche “l’altro punto di vista”, quindi se qualcuno ci vuole contattare e raccontare la sua esperienza, vi aspettiamo.

 

 

Ringrazio lo Studio di psicologia Psynerghia e il blog PsyBlog che mercoledì risponderanno a questo post cercando di dare dei consigli ai genitori che stanno vivendo questo momento così difficile.

Se reputi interessante quello che hai letto; condividilo con chi ha figli adolescenti e proviamo insieme a rendere questo mondo migliore. Cliccando su Figli al centro parliamo di autostima, dialogo, differenze fra i figli e altro ancora.

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Quando si parla della relazione genitori-figli gli approcci pedagogici si dividono tra coloro che ritengono che i genitori debbano essere amici dei figli e coloro che pensano che questo sia un modello pedagogico distruttivo che può portare alla mancanza di rispetto e al crollo dei valori della società contemporanea.

Forse tra questi due estremi esiste un’altra possibilità.

Io sono fermamente convinta che bambini, adolescenti e adulti siano individui di pari dignità, e che questo sia un principio fondamentale di cui tenere conto anche quando si tratta di parlare della relazione tra genitori e figli.

Avere pari dignità non significa mettere tutti sullo stesso livello, il concetto di pari dignità, infatti è differente da quello di uguaglianza[1].

Pari dignità nelle relazioni significa rispetto per la dignità e per l’integrazione personale di entrambe le parti: genitori e figli.

Secondo questo principio ciò che i figli, bambini e adolescenti, esprimono è importante per la relazione esattamente quanto ciò che esprimono gli adulti/genitori.

Questo non significa che genitori e figli siano uguali e che si debbano annullare i confini tra i sottosistemi genitoriale e filiale.

I confini tra i sottosistemi devono essere definiti e deve essere chiaro il ruolo differente che i genitori hanno rispetto ai propri figli: un ruolo di educazione e di guida in modo che i figli possano crescere in modo sano imparando ad affrontare i compiti di sviluppo tipici di ogni fascia d’età.

Il principio della pari dignità non mette in discussione questo importante ruolo di guida, ma sottolinea che la relazione deve essere una relazione di qualità.

Le ricerche confermano che le famiglie più felici sono quelle nelle quali i genitori “prendono sul serio i figli”, li rispettano e li stimano come individui e ne prendono sempre in considerazione il punto di vista, anche quando devono essere prese delle decisioni importanti che riguardano la famiglia.

I genitori emotivamente competenti tengono sempre conto dei bisogni e dei desideri dei figli e lo fanno con modalità compatibili con l’età e il livello di comprensione e di sviluppo emotivo degli stessi.

Quando nelle famiglie le relazioni vengono improntate al rispetto reciproco e alla reciproca stima si crea anche una maggiore vicinanza emotiva tra i diversi componenti. In queste situazioni i genitori hanno l’impressione che le loro strategie educative siano più efficaci e i figli, a loro volta, si sentono accuditi, accolti e contenuti emotivamente, esattamente il contrario di ciò che avviene quando vengono lasciati “al potere”.

Cosa ne pensate?

Maria Grazia Rubanu

In foto: Armonia silenziosa – Gelsomina De Maio


[1] Jesper Juul, Lafamiglia è competente, Feltrinelli, Milano, 2010

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Continua la collaborazione con la rubrica Figli al centro del blog Genitorialmente.

In questo post troverete la lettera di una mamma come tante, una mamma attenta e competente che ci ha scritto perchè sente che sua figlia sta affrontando un momento di difficoltà e vuole aiutarla.

A questa lettera abbiamo provato a dare una risposta, sia dal punto di vista genitoriale con le parole di Manu di Genitorialmente, sia dal punto di vista psicologico, con nostre parole.

 

Figli al centro è  il nome del nostro progetto di crescita come genitori. Con noi collaborano due psicologhe Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu di Psyblog e Studio Psynerghia.

È uno spazio aperto per quei genitori che sentono la necessità di avere un confronto con altri genitori o con le nostre psicologhe, mantenendo l’anonimato se lo desiderano. È il caso di questa mamma che chiameremo Laura che qualche giorno fa ci ha scritto la seguente lettera:

 

 

Ciao Manu, ci conosciamo grazie al gruppo di adolescenti su Facebook.

Mi rivolgo a te perchè nel tuo blog trovo degli interventi interessanti e sempre molto attuali e in gruppi anche chiusi non voglio espormi, non per la mia privacy, ma per quella di mia figlia che devo e voglio rispettare.

Ho una situazione particolare da affrontare e non so da dove cominciare. Ho una figlia di 18 anni, sicuramente molto più matura dei suoi coetanei, ho un bel dialogo con lei, dopo aver superato periodi davvero difficili, ieri sera mi ha detto tra le lacrime che è bisessuale. La cosa di per se non mi mette in difficoltà, ma il fatto che me l’abbia detto tra le lacrime mi preoccupa.

Quindi la domanda è come si affronta una situazione così.

Preciso che le ho proposto di andare a parlare con la psicologa che l’ha seguita in passato, ma non vuole perchè non è una malattia, ho cercato di spiegarle che concordo con lei che il suo orientamento sessuale non è una malattia, ma vedo che c’è un disagio che io non so come affrontare e ci vuole una figura apposita. Non so se puoi porre questi miei quesiti alle psicologhe con cui collabori o se magari puoi riportarle nel tuo blog o nel gruppo, senza fare riferimento diretto a me. Se invece sono stata inopportuna ti chiedo scusa.

 

Io ho avuto i brividi quando ho letto questa lettera, altro che inopportuna. Come mamma il mio primo pensiero è stato che grande mamma è Laura. Io voglio essere come lei. Una mamma che si mette a fianco dei propri figli e con loro affronta la vita. Una mamma che è stata così brava in questi anni da avere un dialogo aperto con sua figlia, ha raggiunto l’obiettivo che credo sia il primario per ogni genitore: ottenere la fiducia dei figli.

Mettendo da parte le emozioni e i brividi, ho fatto quello che Laura mi ha chiesto, ho girato la sua mail a una delle nostre psicologhe. Ecco cosa hanno risposto:

Carissima,
La prima cosa che ci ha colpito leggendo le tue parole é l’attenzione che hai per tua figlia. La tua capacità di ascolto non giudicante é senz’altro la risorsa piú preziosa in questa fase delicata. Hai dimostrato che la fatica fatta quando ci sono stati momenti difficili é stata utile e ben spesa, infatti tua figlia si é rivolta a te per parlare di una cosa molto personale.
Le hai dato un buon consiglio dicendole che può richiedere un supporto per gestire una situazione che magari é nuova anche per lei.
Forse per questo, anche se sa che non é una malattia, si sente in difficoltà.
Tu puoi stare con lei, in ascolto di come sta e nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi spazi, per capire cosa la preoccupa di questa cosa.
Potrebbe essere una difficoltà personale o magari interpersonale…
Lei lo ha sempre saputo o lo ha scoperto da poco?
Le é capitato di innamorarsi?
Può essere che sia spaventata dal giudizio sociale? Dal fatto che questa cosa non é molto accettata nella nostra società?
Le nostre domande sono solo suggestioni che ti lasciamo per provare ad avvicinarti a lei con qualche spunto in più.
Non crediamo ci sarà bisogno di porgliele in maniera diretta, serviranno a te per stare vicino a lei e sostenerla in ciò di cui avrà bisogno.
Sei stata brava e saprai utilizzare le tue risorse al meglio, ne siamo certe. E se sarai in difficoltà avrai la capacità di chiedere aiuto, come hai fatto adesso.
Un abbraccio virtuale
Maria Grazia e Melania

 

Figli al centro

Due psicologhe specializzate in terapia familiare ci accompagnano con “l’intento di stimolare, attraverso delle riflessioni, la messa in atto delle risorse che le famiglie hanno, anche quando faticano a vederle, senza la presunzione di dare dei consigli ai genitori che, secondo noi, sono sempre i maggiori esperti rispetto ai propri figli.”. Abbiamo affrontato tematiche importanti come l’autostima, il dialogo, l’omosessualità e continueremo in questo percorso con altri argomenti altrettanto impegnativi: a fine mese parleremo di separazione. Per saperne di più leggi qua.

Manu – Genitorialmente.it

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Siamo a fine agosto, l’estate volge al termine e riprende la nostra collaborazione con il blog Genitorialmente.

Questo mese il tema è davvero interessante: i genitori hanno delle preferenze tra i figli?

Leggiamo insieme le riflessioni e le domande di Manu e Flavia e mercoledì, come sempre, proveremo a rispondere.

Melania e Maria Grazia

 

Ci sono dei momenti nella vita di un genitore in cui rivede il suo essere figlio dall’altro punto di vista. Chi ha fratelli e sorelle ha sofferto per le preferenze che un genitore faceva nei confronti dell’altro. Magari solo in alcuni momenti, o forse per tutta la vita, magari a torto o a ragione, poco importa, tutti abbiamo attraversato questo sentimento.

Quando ero figlia spesso mi sentivo chiedere,

“Non ti da fastidio che tua mamma faccia le preferenze per tuo fratello?”

Io non ricordo i miei sentimenti di allora, ricordo solo la risposta di mia mamma

“Tuo fratello ha bisogno cose differenti da te, è meno indipendente di te, quindi è giusto che a lui dia cose diverse”.

Questa risposta mi è sempre andata bene. Il paradosso è che ora, solo ora che sono adulta e che sono mamma, mi sono davvero resa conto di come mio fratello sia il figlio preferito di mia mamma. Lo era e lo continua ad essere e la storiella che mi aveva raccontato mia mamma era solo una storiella a cui io avevo creduto e forse a cui aveva creduto anche lei.

Ho sempre desiderato avere due figli, ma devo ammettere che il mio desiderio di maternità era totalmente appagato con la mia prima figlia. La scelta del secondo era più un atto di altruismo nei confronti della primogenita che una nostra reale esigenza di genitori. Avere un fratello o una sorella è una ricchezza, non sarai mai sola, il sentimento che lega due fratelli non è paragonabile a nient’altro, come si dice, è un legame di sangue.

Ricordo la domanda che mi suonava nella testa, come posso volere bene a un altro figlio senza “togliere qualcosa alla mia bambina”? Io questo amore voglio dedicarlo tutto a lei. Poi un’amica mi disse “Quando hai due figli l’amore non si divide, si moltiplica”, ed è vero, anzi è molto di più: avere due figli è bello e profondo più del doppio.

Differenze tra i figli – Le insicurezze riappaiono nel cuore e nella mente

La domanda che rimbalza assordante nella mia testa è:

“Io faccio differenze fra le mie figlie”?

Da quando sono nate fino a qualche anno fa, cercavo di comportarmi in maniera identica. Tutto uguale. Quello che davo ad una davo all’altra, chiaramente compatibilmente con l’età. Le attenzioni, le manifestazioni di affetto, le sgridate (ci sono anche quelle) tutto replicato. Le mie figlie hanno due caratteri completamente diversi. Poi un bel giorno ho capito che forse stavo sbagliando. Allora ho iniziato a rilassarmi, a farmi guidare da loro, o almeno credo

Differenze tra i figli – Comportamenti uguali per figli diversi. E’ giusto?

Oggi cerco di comportamenti diversamente significa che “faccio differenze”?

E quando invece non lo faccio … sbaglio?

L’ultimo esempio che mi viene in mente è la pizzata di fine anno. Era un periodo in cui le mie figlie si stavano comportando male, ho detto loro che se fossero andate avanti così la pizzata saltava.

La più piccola ha subito cambiato atteggiamento ed è andata alla pizzata. La più grande è andata avanti con il suo modo di fare e la pizzata è saltata. Lei ha accettato questa punizione, non ha più detto nulla, direi che era tranquillamente rassegnata. Io rodevo dentro anche perché lei è più chiusa e “avrebbe” maggior bisogno di socializzazione. Forse non era la punizione giusta.

  E’ giusto tenere lo stesso atteggiamento di fronte a situazioni identiche?

  Se invece hai atteggiamenti diversi come lo spieghi a due ragazzine che non stai facendo differenze?

 

Differenze tra i figli – La legge del taglione può funzionare?

Praticamente tutti i giorni mi sento dire le fatidiche frasi:

  • “Lei mi fa i dispetti e non le dite niente”
  • “Voi sgridate sempre me”
  • “Lei può fare quello che vuole e nessuno la sgrida”

….e se fosse vero?

Tu non mi ascolti io non ti ascolto, tu non collabori io non collaboro. Se tua sorella è più collaborativa/socievole/educata…. Anche io sarò diversa, insomma un po’ a modi legge del taglione, o no?

Questi comportamenti differenti non sono la dimostrazione di meno amore, ma possono essere confusi con questo e io non lo voglio proprio.

 

 

 

 

 

 

Differenze tra i figli – Reale o presunta? Come curarla?

    Un genitore come può capire se sta facendo differenze fra i figli?

Come si può gestire o rimediare a questo atteggiamento sbagliato?

Differenze tra i figli – Figlio maschio e figlio femmina.

Si dice che le mamme preferiscano il figlio maschio e invece sia la femmina la figlia preferita dai papà. Poiché la regina della casa è la donna il figlio maschio diventa il principe ereditario.

Mi chiedo se è un problema di genetica? E’ qualcosa che va al di là della volontà di noi mamme? C’è lo zampino di Freud? Quante amiche si lamentano di come la suocera abbia tenuto il marito nella bambagia e fanno lo stesso con i figli maschi.

Nel manuale del perfetto genitore (ancora in fase di implementazione) le risposte a queste domande non ci sono. Mercoledì pubblicheremo il post che le nostre esperte psicologhe di PsyBlog.blog.tiscali  e  Studiopsynerghia hanno scritto per aiutarci a trovare le risposte ai nostri dubbi.

Manu e Flavia – Genitorialmente.it

 

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